Un innamoramento precoce

Isidoro Meschi nasce a poche settimane dalla fine della seconda guerra mondiale, il 7 giugno del 1945, a Merate, cittadina del lecchese. Il padre Guido è molto stimato tra i suoi concittadini per l’impegno come contabile dell’ospedale e della parrocchia, attività che presta gratuitamente, e come militante della Democrazia Cristiana. La mamma Irene segue con amore la famiglia, dando alla luce, nel giro di pochi anni, altri due bambini: Giuseppe, detto Peppino, e Maria, chiamata Mariella.
A Isidoro, fin da piccolo soprannominato Lolo, Gesù si manifesta a sei anni, durante la lezione di catechismo della maestra di scuola: il bimbo se ne innamora, tanto da maturare presto, “con un fulgore da non lasciare dubbio alcuno”, il desiderio di servirlo come sacerdote. La messa del mattino prima di scuola e la recita del rosario diventano abitudini quotidiane per il piccolo Lolo, che talvolta manifesta la sua fede con gesti eclatanti: una volta, per fare un fioretto a Maria, rinuncia alla gita familiare al circo per restare in auto a pregare il rosario; in un altro caso progetta di nascondersi in chiesa per passarvi la notte in adorazione, ma il piano fallisce.
A 14 anni Lolo entra nel seminario di Seveso. Pochi mesi dopo, il padre Guido si ammala gravemente e in breve muore a soli 46 anni. La madre vorrebbe riportare Isidoro a casa con sé e con i due fratelli più piccoli, ma il ragazzo la convince a lasciarlo continuare gli studi, consapevole dell’importanza della sua missione. È così che nel 1969 Isidoro giunge all’ordinazione sacerdotale.
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