L'impegno contro la droga

Negli anni Ottanta il dilagare dell’eroina tra i giovani non lo lascia indifferente: per loro apre un punto di ascolto. Poi, confidando solo sulle forze proprie e di altri volontari, ristruttura una cascina per farne il centro di recupero “Marco Riva”. Rubando il tempo al sonno, studia libri di psicologia ed elabora un metodo di riabilitazione condensato nel volume: “Dallo sballo all’empatia”, ancora oggi alla base del percorso proposto in comunità. Dialogo e lavoro sono i pilastri che riconducono i tossici, alienati da un’insensata ricerca di piacere, al recupero di volontà, capacità di relazione e di progettazione. Per dedicarsi ai ragazzi della “Marco Riva” Isidoro rinuncia senza rimpianti a prestigiosi incarichi ecclesiastici.
Ma all’inizio del 1990 un nuovo gravoso impegno si aggiunge alla lunga lista dei suoi doveri. Isidoro viene chiamato a gestire, come coadiutore, la nuova parrocchia cittadina di San Giuseppe, affidata ad un parroco anziano. Nonostante la chiesa si trovi a non molta distanza della “Marco Riva”, l’ulteriore peso della parrocchia è notevole per Isidoro, che, come sempre, accetta senza lamentarsi, in perfetto spirito di obbedienza.
L’estate seguente Isidoro si riserva alcuni giorni di ritiro personale, nonostante la sua fitta agenda lo reclami in città. Al contrario di quanto ci si aspetterebbe da lui, egli si ostina a voler partire e al suo ritorno confida agli amici più cari di aver steso il suo testamento spirituale. Da tempo profetizzava a parenti e collaboratori più stretti che sarebbe morto a 46 anni, l’età del padre.
Il martirio >





